Tutto è cominciato a Livorno grazie a Luigi e alla moglie Ines ed oggi l’azienda di famiglia ha 10 negozi.

È cominciata un secolo fa in via Mentana, fra piazza della Repubblica e piazza XX Settembre, l'attività del negozio di calzature Baracchino le cui radici sono in realtà assai più lontane nel tempo, ma sempre strettamente congiunte alla morbidezza del pellame ed al profumo del cuoio.

«Mio nonno Ugo - racconta Enrico Baracchino -  produceva bretelle in cuoio e mio padre Luigi andava a Fucecchio in auto per comprare il materiale necessario. Con l'auto era scoperta e le strade non ancora asfaltate, quando un giorno arrivò da Soldaini, la ditta di Fucecchio dove si serviva, la faccia di Luigi era così impolverata che si vedevano praticamente solo gli occhi. E furono quegli occhi a fulminare Ines, la figlia di Soldaini, che aveva studiato con Indro Montanelli ed era professoressa di filosofia e pedagogia».

I due giovani si sposarono poco dopo e nel 1923 aprirono il loro negozio di scarpe in via Mentana a Livorno venendo intitolato a Luigi Baracchino e seguendo la tradizione di famiglia dato che pure il nonno materno di Enrico (ovvero il suocero di Luigi) era commerciante di calzature .

Nel 1911 alla fine della guerra Italo-turca Soldaini aveva, fra l'altro, sofferto un pesante rovescio finanziario perchè, essendo fornitore del Regio Esercito, non gli era stato pagato un intero carico di scarpe imbarcato su una nave.

Pochi anni dopo la ditta Baracchino viene purtroppo travolta dalla crisi di Wall Street, dopo il famoso “giovedì nero” del 24 ottobre 1929.

«Mia mamma - continua - una donna molto energica, riuscì comunque a mettere insieme un po' di soldi, risparmiando con grandi ristrettezze fra quelli ricevuti dalla curatela fallimentare, e nel 1932 riprese l'attività questa volta a nome suo».

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale arriva quindi lo sfollamento a Fucecchio per sfuggire ai bombardamenti su Livorno dove la famiglia Baracchino tornerà alla fine del 1944 trovando il negozio completamente saccheggiato.

Nel 1945 prende vita il “Consorzio delle Calzature” di cui entra a far parte anche Ines che però se ne distacca presto riaprendo ancora una volta il negozio, sempre in via Mentana, ma dalla parte opposta, dove si trova adesso.

«Da allora in bottega - prosegue Enrico - ci sono sempre stato, a dodici anni aiutavo ad incartare le scarpe e poi mi sono interessato della contabilità».

Alla fine degli anni '50 risale invece l'apertura di un altro negozio in via Grande che all'epoca era in fase di completo rifacimento postbellico con il progetto basato sulla creazione di moderni porticati dove si affacciano le vetrine di tante attività commerciali.

Enrico Baracchino, che è del 1938, ha quindi preso le redini della ditta nel 1970 per poi passarle ai figli Riccardo e Alessandro una volta andato in pensione.

Oggi la ditta Baracchino ha cinque negozi a Livorno, uno a Tirrenia, due a Pisa e uno a Pontedera. In 100 anni di attività è cambiato il prodotto, così come il gusto della clientela.

«Oggi - commenta Enrico - è richiesta una scarpa più soft, più funzionale, più flessibile mentre quella tutta realizzata in cuoio e cucita a mano è meno apprezzata».

Si è poi affermata la tendenza della clientela a favore del marchio: «Si vendono di più i prodotti riconoscibili – sottolinea Riccardo Baracchino – che non i prodotti artigianali di qualità poiché non ne viene riconosciuto il valore sul quale si è basata la produzione delle calzature in Italia. Una produzione che si trova in crisi. Tanto è vero che prima l'Italia era grande esportatrice di calzature ed ora è invece importatrice».

Un secolo in cammino con Baracchino la dinastia delle scarpe tra tradizione e novità.